Concentrati plasma-derivati ed infezione da parvovirus B19

Nell’articolo pubblicato di recente da Klukowska e colleghi su Haemophilia ed intitolato “Low incidence of factor VIII inhibitors in previously untreated patients during prophylaxis, on-demand treatment and surgical procedures, with Octanate®: interim report from an ongoing prospective clinical study.” (2011;1:17:399-406) gli autori segnalano la bassa incidenza (5,1%) di inibitori in 39 pazienti con emofilia mai trattati precedentemente (PUPs) in seguito al trattamento con un concentrato di fattore VIII plasma-derivato virus-inattivato. In questo articolo, però, colpisce soprattutto l’elevata incidenza di reazioni avverse gravi, la maggior parte imputabile ad infezione da parvovirus B19. Infatti 14 delle 16 reazioni avverse gravi segnalate nei pazienti trattati con questo concentrato erano dovute a sieroconversione per il parvovirus B19. E’ pur vero che si trattava di casi asintomatici, tuttavia l’importanza della trasmissione del parvovirus B19 (considerato un virus sentinella) non è legata al suo significato clinico (di solito scarso) ma piuttosto al fatto che altri virus patogeni più pericolosi con caratteristiche simili (non-enveloped), noti o ignoti, potrebbero essere presenti nel concentrato nonostante la virus-inattivazione ed essere così trasmessi ai pazienti trasfusi.

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