Nuovi concentrati dei fattori della coagulazione: problematiche relative alla loro introduzione nella clinica e valutazione farmacocinetica per la profilassi ottimale dei pazienti emofilici

La Profilassi è considerata la modalità di  trattamento ottimale per i pazienti con emofilia, e in particolare per la prevenzione o attenuazione dell’artropatia cronica e delle sue complicanze.  I nuovi concentrati long-acting di fattore VIII e fattore IX rappresentano teoricamente un grande progresso nella piena e ottimale implementazione della profilassi, richiedendo inoltre meno infusioni per mantenere livelli circolanti di fattore di ragionevole sicurezza. A questo riguardo tuttavia la valutazione farmacocinetica riveste un ruolo importante nel disegnare programmi individualizzati di profilassi. E’  ben nota infatti l’ampia variabilità intra e inter-individuale, che può inoltre variare nel tempo con l’età ed il peso corporeo. In questo articolo viene raccomandata la valutazione ripetuta nel tempo della farmacocinetica individuale. Questo è divenuto oggi ancor più possibile grazie alla farmacocinetica di popolazione che consente di ottenere dati affidabili sull’emivita del fattore infuso anche in presenza di pochi prelievi, cosa particolarmente utile nei bambini. Tuttavia, viene ancora una volta ricordato come l’aderenza al trattamento, aspetto particolarmente delicato soprattutto negli adolescenti e giovani adulti, rimanga un requisito fondamentale nel ottenere risultati significativi e duraturi nel tempo.


 

Novel coagulation factor concentrates: Issues relating to their clinical implementation and pharmacokinetic assessment for optimal prophylaxis in haemophilia patients

Altre notizie della sezione

23 dicembre 2015

Sicurezza ed efficacia del concentrato di FXI nei pazienti con deficit di FXI in un’esperienza monocentrica.

Il presente lavoro raccoglie retrospettivamente i casi di trattamento con fattore XI occorsi tra il 1994 e il 2012 al Haemophilia Comprehensive care Centre at Royal Free Hospital, London. Sono stati raccolti dati da 86 pazienti per un totale di 242 episodi emorragici.trattati con concentrati. 12 pazienti hanno avuto un’efficacia emostatica non ottimale; 3 pazienti hanno sviluppato inibitori , 1 ha avuto un evento trombotico venoso, e uno ha avuto una reazione trasfusionale. Nessun paziente ha avuto problemi a lungo termine. Gli autori concludono che l’uso di Concentrato di FXI è sicuro ed efficace.

22 dicembre 2015

Sviluppo della terapia genica per i disordini emorragici: un update

Questa interessante revisione fa il punto sullo stato di avanzamento della ricerca nell’ambito della terapia genica per le malattie ematologiche tra cui anche l’emofilia
. Per quanto riguarda la terapia genica nell’emofilia, Amit Nathwani et al. hanno dimostrato che l’iniezione intravenosa di particelle di rAAV8 ha portato ad una produzione epatica di FIX nel modello animale. Lo studio clinico successivo su 10 pazienti ha dimostrato non solo che il FIX veniva prodotto dal fegato ma anche che 7 su 10 pazienti non hanno avuto necessità di ulteriori trattamenti. Ulteirori progressi sono stati fatti anche per la terapia genica dell’emofilia A.

22 dicembre 2015

Ruolo di IDO 1 nello sviluppo di inibitori nei pazienti trattati con FVIII

Lo studio si propone di verificare il ruolo che può rivestire l’indolamina 2,3-diossigenasi (IDO 1) nello sviluppo degli inibitori.
I ricercatori hanno analizzato l’induzione, l’espressione e la funzione di IDO nelle differenti fasi di sviluppo e progressione dell’inibitore su 1000 pazienti affetti da Emofilia A grave con null mutation; dei 100 pazienti, 50 avevano inibitore positivo.
Dall’analisi multivariata effettuata è risultato che esiste un’associazione tra presenza di inibitore e carente attivazione di IDO 1 mediata da TLR9.