Rivalutazione del rischio di trasmissione del Ross Rover virus attraverso gli emoderivati in Australia

Il Ross Rover virus è un arbovirus appartenente alla famiglia degli alfavirus trasmesso attraverso gli artropodi. Attualmente l’infezione è ristretta geograficamente al pacifico orientale, in particolare il virus è endemico nelle regioni costali del nord e del centro dell’Australia ed è epidemico nel resto del paese. Dal 60 al 75% delle persone infette rimangono asintomatiche, le rimanenti presentano febbre, poliartralgie, rush, poliartrite, linfoadenopatia, nausea, cefalea, fotofobia, mialgie dopo un’incubazione che va dai 2 ai 21 giorni e i sintomi scompaiono dopo alcune settimane.

Poiché come simili virus (DENV e WNV) è possibile la trasmissione attraverso gli emoderivati, in questo studio sono stati esaminati eventuali modelli per stimare il rischio di trasmissione del virus e quindi di ridurne la diffusione. È risultato che annualmente il rischio di infezione nei donatori varia da circa 1 su 95039 anno a 1 su 14943 anno nelle regioni dove il virus è epidemico. Il rischio di donazioni infette varia da 1 su 166486 a 1 su 26117 all’anno.

Considerando: 1) che i modelli di stima del rischio di infezione sono soltanto una stima della realtà, 2) che non è sconosciuta l’esatta percentuale di donatori infetti  poiché non esistono test di screening autorizzati per l’identificazione del virus, 3) e la bassa severità dell’infezione nei riceventi; l’unica strategia di controllo della trasmissione del RRV adottata in Australia è quella di educare i donatori a comunicare al servizio trasfusionale al momento della donazione e fino ad un mese dopo la donazione la presenza di sintomi riconducibili all’infezione.

 

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