Sofosbuvir/velpatasvir: un trattamento pangenotipico per l’infezione cronica da HCV con elevata efficacia e buona tollerabilità

Due recenti review, pubblicate dalle riviste Drugs e The Annals of Pharmacotherapy, fanno il punto sui dati disponibili circa l’associazione di sofosbuvir e velpatasvir, inibitori diretti delle polimerasi del virus epatitico C (HCV) NS5B e NS5A, rispettivamente. Questa associazione è stata valutata in una serie di trials clinci denominati ASTRAL come regime di trattamento pangenotipico in monosomministrazione giornaliera, in pazienti con infezione cronica da HCV con e senza cirrosi compensata, sia naive (ciè mai sottoposti a trattamento antivirale) che già trattati, con e senza co-infezione da HIV. I dati di efficacia e tollerabilità riscontrati hanno portato alla recente approvazione per il trattamento di adulti con infezione cronica da HCV genotipo 1, 2, 3, 4, 5 e 6 negli Stati Uniti, in Canada ed in Europa.

Nello studio ASTRAL-1 sofosbuvir 400 mg più velpatasvir 100 mg è stato utilizzato per 12 settimane in pazienti con genotipo 1, 2, 4, 5, o 6, ottenendo un elevato tasso di risposte virologiche sostenute (a 12 settimane dal termine della terapia, indicata come SVR12). Gli studi ASTRAL-2 e ASTRAL-3 hanno dimostrato pari efficacia con lo stesso regime di trattamento in pazienti con genotipo 2 o 3. Nello studio ASTRAL-4, infine, al regime sofosbuvir/velpatasvir si è associata la ribavirina per il trattamento di pazienti con cirrosi scompensata, ottenendo lusinghieri risultati diu efficacia in termini di SVR12. In parallelo all’elevata efficacia, il trattamento, in tutti gli studi, è risultato molto ben tollerato, con bassi tassi di effetti collaterali. Le reazione avverse più comunemente segnalate (≥10% dei pazienti) sono state cefalea ed astenia.

La combinazione sofosbuvir/velpatasvir risulta dunque una valida opzione terapeutica che si aggiunge agli approcci disponibili per il trattamento dell’infezione cronica da HCV, per tutti i genotipi e anche in pazienti con malattia più avanzata o più complessi per precedenti negative esperienze di trattamento o per la presenza di co-infezione da HIV.


Greig SL.

Sofosbuvir/Velpatasvir: A Review in Chronic Hepatitis C.

Drugs 2016;76(16):1567-1578


Chahine EB, Sucher AJ, Hemstreet BA.

Sofosbuvir/Velpatasvir: The First Pangenotypic Direct-Acting Antiviral Combination for Hepatitis C.

Ann Pharmacother 2016 Sep 8 [Epub ahead of print]

Altre notizie della sezione

11 ottobre 2016

Sieroprevalenza dell’infezione da HEV nei donatori di sangue Irlandesi

In Europa la maggior parte di infezioni da virus dell’epatite E (HEV) è causato dal genotipo 3. La più alta prevalenza di positività anticorpale all’HEV nel nostro continente si riscontra in Olanda dove raggiunge il 27% dei donatori, seguita da Francia 23.6%;  Spagna con il 20%; Danimarca 19.8%;  Inghilterra e Galles con il 12%. Lo […]

1 agosto 2016

Co-infezione da HIV ed HHV8 nel mondo: una review e meta-analisi sistematica

L’infezione da HIV è un importante fattore di rischio per lo sviluppo di sarcoma di Kaposi (KS), ma non è chiaro se le persone sieropositive sono ad aumentato rischio di co-infezione con herpesvirus umano 8 (HHV-8), la causa infettiva di KS. In questo lavoro è stata effettuata una ricerca sistematica della letteratura fino al dicembre […]

1 agosto 2016

L’infezione occulta da HCV: lo stato corrente delle conoscenze

Con una storia clinica di circa 11 anni, l’infezione occulta da HCV (OCI) può essere considerata un tipo occulto di Epatite C cronica. Evidenze suggeriscono che sembra essere necessario considerare OCI in questi gruppi ad alto rischio. In questo articolo viene suggerito che test diagnostici alternativi dovrebbero essere applicati e che vi è la necessità […]